MediaTek ha presentato il Dimensity 9600 Pro, il suo primo processore per smartphone prodotto con il nodo a 2 nanometri di TSMC. È un passaggio industriale rilevante nella corsa ai telefoni Android di fascia alta, ma non basta da solo a garantire dispositivi più veloci, più economici o con maggiore autonomia.

Il gruppo taiwanese ha affiancato al modello Pro il Dimensity 9600M, realizzato a 3 nm e destinato a una fascia più ampia del mercato premium. I primi smartphone con entrambi i chip sono attesi nel trimestre in corso. MediaTek non ha ancora indicato modelli e prezzi: fino ai test sui prodotti commerciali, prestazioni e consumi restano risultati dichiarati dall’azienda.

Un chip costruito intorno all’IA sul dispositivo

Il 9600 Pro adotta una CPU a otto core senza core a basso consumo tradizionali: due unità ad alte prestazioni e sei core “big” aggiuntivi. MediaTek dichiara un aumento del 17% nelle prestazioni single-core e del 15% in quelle multi-core rispetto alla generazione precedente, insieme a una riduzione del 61% dei consumi nei carichi multi-core misurati internamente.

Il cuore della strategia è però la doppia NPU, cioè l’hardware dedicato all’intelligenza artificiale. La NPU 1090 gestisce i compiti generativi più pesanti; una seconda unità a basso consumo è pensata per le funzioni sempre attive. Secondo MediaTek, il sistema accelera del 51% la fase in cui un modello linguistico elabora il prompt prima di produrre la risposta e migliora del 55% la generazione di token per watt.

Sono misure riferite a carichi specifici, non la prova che “l’IA è più veloce del 51%” in ogni applicazione. Il risultato finale dipenderà dai modelli scelti, dalla memoria installata, dal software del produttore e dalla gestione termica del singolo telefono.

La piattaforma supporta per la prima volta memorie LPDDR6 e archiviazione UFS 5.0, oltre a un nuovo processore grafico e a funzioni evolute per fotocamere e video. I costruttori, tuttavia, potranno adottare configurazioni differenti: il nome del chip non rende identici tutti i dispositivi che lo utilizzano.

Perché i 2 nanometri contano

La sigla “2 nm” identifica una generazione produttiva, non la misura letterale di ogni componente del chip. Il nodo consente in genere di concentrare più transistor e migliorare il rapporto tra prestazioni e consumi. I vantaggi effettivi dipendono però dal progetto e dalla capacità della fonderia di produrre grandi volumi con rese elevate.

MediaTek è una società fabless: progetta i processori e affida la produzione a TSMC. L’accesso ai nodi più avanzati è quindi sia un vantaggio competitivo sia un rischio di filiera. Smartphone, acceleratori per data center e altri prodotti di intelligenza artificiale competono per la stessa capacità produttiva, mentre memoria e packaging avanzato restano punti critici dell’industria.

Il 9600M a 3 nm offre ai produttori una strada meno costosa. Questa architettura a due livelli può aiutare MediaTek a servire sia i telefoni di punta sia modelli premium con prezzi più accessibili, evitando di concentrare tutta la gamma sul processo più nuovo e caro.

L’impatto sui prezzi in Europa e in Italia

Il nuovo chip non permette ancora di stimare il prezzo dei telefoni che arriveranno sul mercato italiano. I costi dipenderanno da display, memoria, fotocamere, batterie, software, distribuzione e fiscalità, oltre che dal processore. Reuters ha riferito che MediaTek sta lavorando con i costruttori per limitare l’impatto dei componenti più cari sui consumatori.

La tendenza di fondo, però, è chiara: i produttori stanno cercando margini nella fascia alta mentre gli utenti sostituiscono lo smartphone meno frequentemente. Funzioni di IA locale possono diventare un argomento per aumentare il prezzo, ma dovranno offrire un beneficio riconoscibile e non soltanto demo tecniche.

Per gli acquirenti europei saranno importanti anche durata del supporto software, riparabilità e protezione dei dati. Un’elaborazione svolta sul telefono può ridurre l’invio di informazioni al cloud e funzionare anche offline. Non significa però che ogni applicazione sia automaticamente privata: contano le autorizzazioni, la raccolta di telemetria e il modo in cui il produttore integra i servizi online.

Cosa significa “agentic AI” su un telefono

MediaTek descrive il 9600 Pro come una piattaforma per agenti capaci di analizzare il contesto, anticipare esigenze ed eseguire compiti tra più applicazioni. In pratica, ciò potrebbe includere l’organizzazione di messaggi e calendari, la ricerca nei contenuti personali o la gestione automatica di attività ripetitive.

Più un assistente può agire, maggiore diventa l’esigenza di controlli trasparenti. Gli utenti dovrebbero poter capire quali dati sono stati letti, autorizzare ogni azione sensibile e annullare operazioni sbagliate. Il processore fornisce la potenza di calcolo; affidabilità, sicurezza e responsabilità dipendono dal software.

La sfida a Qualcomm e l’espansione nei data center

Il lancio rafforza il tentativo di MediaTek di crescere negli smartphone di vertice, dove Qualcomm conserva una presenza importante. La competizione non si deciderà soltanto sulle specifiche: servono accordi con i produttori, modem affidabili, strumenti per gli sviluppatori e prestazioni stabili nel tempo.

Nel frattempo MediaTek sta diversificando. L’azienda prevede di avviare nel quarto trimestre la produzione di un acceleratore IA destinato a un grande fornitore cloud statunitense. Ad agosto ha raccolto 3,9 miliardi di dollari con un’obbligazione convertibile alla quale hanno partecipato Nvidia e Alphabet.

I prossimi segnali da verificare

I primi telefoni diranno se il salto a 2 nm migliora davvero autonomia, temperature e prestazioni prolungate. Saranno decisivi anche prezzi europei, durata degli aggiornamenti e disponibilità delle funzioni IA in italiano.

Solo vendite e quote di mercato mostreranno infine se MediaTek ha trasformato il primato tecnico in un vantaggio commerciale. Per ora il 9600 Pro è un segnale forte sulla direzione dell’industria, non ancora un verdetto sul miglior smartphone della prossima generazione.

Fonti e metodologia

ASTER ha esaminato l’annuncio e le specifiche pubblicate da MediaTek il 15 settembre e ha verificato tempistiche, rapporto produttivo con TSMC e contesto commerciale attraverso Reuters. Le percentuali su prestazioni e consumi sono attribuite all’azienda perché al momento della pubblicazione non erano disponibili test indipendenti su dispositivi commerciali.